Benvenuti nella sezione FAQ

Qui troverete risposte su come affrontare emozioni difficili come ansia, paura, stress e tristezza, e su come la bioenergetica e la psicoterapia possano aiutarvi a gestirle. Il mio obiettivo è offrirvi strumenti per trasformare queste sfide in occasioni di crescita, ritrovando equilibrio e serenità nella vostra vita quotidiana.

BIOENERGETICA E FORZA VITALE

I sentimenti repressi durante l’infanzia, crescendo diventano sentimenti negati e si trasformano in negatività inconsapevole. Bennett Shapiro nel suo approccio Accedere alla tua Forza Vitale, afferma che nella terapia questa negatività va riconosciuta e onorata e può essere trasformata in un’energia disponibile per il Sé.

Il termine Diavolo rappresenta bene la personificazione della negatività e dell’energia inquinata e bloccata dentro ognuno di noi. Questa energia e le relative personificazioni cominciano  a formarsi nei primi anni di vita: il primo ad apparire è il Diavolo del Bambino, intorno ai 2-3 anni di età. Successivamente appaiono il Diavolo Genitoriale, intorno ai 5-6 anni, e infine il Diavolo dell’Adulto, verso i 10 anni.*

Leggi anche “Ma cosa sono questi Sotto-sé?”

Bennett Shapiro riteneva che il processo terapeutico dovesse aiutare il paziente a riconoscere e reintegrare nel Sé i sentimenti negativi, i “diavoli”. Questo gli consentirà di accedere alla sua energia più autentica, la sua Forza Vitale, ri-connettendo il  proprio Bambino Naturale con il proprio Adulto.

A.Lowen afferma che “più si è vivi più energia si ha, e viceversa. La rigidità e la tensione cronica  diminuiscono la vitalità e abbassano l’energia”. Gli esercizi bioenergetici sono esercizi specifici che aiutano a riconoscere le tensioni croniche, a rilasciarle e a ridurre la rigidità, e in definitiva ad aumentare la nostra energia e la nostra vitalità.

Per approfondire vedi anche “E ora un po’ di movimento…”

Il mio approccio alla cura, sia la mia che quella dei pazienti, considera la persona e il contesto in cui ha vissuto e vive. Ascolto le storie che le persone mi raccontano: si parte da un disturbo, da un sintomo e attorno a questo si disegna il quadro che mostra il contesto in cui si è sviluppato. Così parliamo della storia familiare, dello stile di vita, della attività fisica, delle funzioni fisiologiche, delle relazioni e degli affetti, degli interessi e delle passioni, del rapporto con le emozioni. E intanto osservo il corpo, il suo aspetto e la sua mobilità.

E alla fine, insieme, cerchiamo il filo rosso che collega questi aspetti e che ci mette nella condizione di dare un po’ di senso alla complessità di quello che sta accadendo e di trovare soluzioni adeguate.

La creatività e la spontaneità sono due aspetti che ci caratterizzano dalla nascita: tutti veniamo al mondo con un patrimonio di spontaneità e di creatività e con l’aspettativa biologica che queste nostre caratteristiche verranno accolte e apprezzate dal mondo in cui siamo stati chiamati. Purtroppo in molti casi succede il contrario, creatività e spontaneità vengono rifiutate e quindi impariamo precocemente a trattenerci e a evitare di esprimerci per come siamo e per come ci sentiamo.

Gli esercizi bioenergetici e gli esercizi della Forza Vitale hanno anche la funzione di ravvivarci, di aumentare la nostra energia e la nostra capacità di lasciarci andare senza paura.

Sono quindi un’opportunità per ridurre le tensioni muscolari che limitano la spontaneità delle nostre espressioni e la ricchezza delle nostre azioni creative.

Ho studiato medicina e mi sono laureato, poi ho cercato un ambito in cui fare il medico per le persone e non solo per le loro malattie e l’ho trovato scoprendo la Medicina Tradizionale Cinese e l’agopuntura.

Negli anni successivi ho conosciuto l’Analisi Bioenergetica: oltre ad essere il supporto alla mia crescita personale, era anche la forma di psicoterapia che si sposava bene con le mie competenze sul funzionamento del sistema corpo-mente e soddisfaceva il mio desiderio di curare le persone, non solo le malattie. E così queste due parti, il medico e lo psicoterapeuta, si sono sempre più integrate nella mia vita professionale.

Sì, la Bioenergetica può aiutare quando all’origine delle difficoltà sessuali c’è una componente emotiva. Il deficit dell’erezione, l’eiaculazione precoce o la difficoltà a provare piacere ne sono alcuni esempi.

Spesso all’origine c’è un corpo che ha imparato a contrarsi: muscoli tesi, respiro corto, pelvi rigida. In molti casi quelle contrazioni riflettono modalità apprese per contenere emozioni che non trovavano spazio. Lavorare sul corpo significa ammorbidire la muscolatura, ampliare il respiro e ridare spazio alle emozioni. Con il tempo può tornare a scorrere anche quella vitalità che sostiene il piacere e la sessualità.

Sì, può essere molto utile. L’attacco di panico è un’ondata di paura che travolge il corpo: il cuore accelera, il respiro si blocca, si ha la sensazione di perdere il controllo.

La bioenergetica lavora proprio sul rapporto con il corpo e sul recupero di un senso di radicamento. Non per evitare quell’ondata, ma per imparare ad attraversarla senza esserne travolti. Con il tempo si sviluppa una maggiore familiarità con i segnali corporei: si impara a riconoscerli prima, a respirare dentro ciò che accade e a scoprire che la paura può essere attraversata senza spezzarsi.

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