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In che modo in un gruppo terapeutico, ogni partecipante è una risorsa?

Ci sono almeno due modi in cui ogni partecipante a un gruppo di psicoterapia è una risorsa per tutti gli altri.

Il primo è che nel gruppo ognuno porta la sua specificità fatta di modalità di esprimersi, di raccontarsi e di affrontare la vita. Come succede nelle cene tra amici in cui ognuno porta un piatto preparato da lui e tutti possono assaggiare i piatti di tutti, scoprendo nuovi sapori e imparando nuove ricette. 

Il secondo modo è che partecipando ad un gruppo si diventa lo specchio per gli altri partecipanti: ognuno vede riflessi in me degli aspetti di sé e io vedo rispecchiate in ognuno degli altri alcune parti di me. E sappiamo che quando ci specchiamo vediamo cose che ci piacciono, altre che non ci piacciono e altre ancora non le vediamo per niente. Un esempio, Caio partecipa a un incontro di gruppo e si accorge che ogni volta che parla Tizio, pensa “ma quanto è saccente!” e si sente particolarmente irritato. In questo caso Tizio è lo specchio che mostra a Caio una parte di sé , la saccenza, di cui è totalmente inconsapevole, non la vede proprio nello specchio.

L’intensità della nostra reazione al comportamento dell’altro, è un indicatore di quanto quel comportamento abbia a che fare con noi. E tornando all’esempio di prima, Caio potrà ringraziare Tizio per avergli permesso di scoprire in che modo lui stesso è saccente (e probabilmente non sarà più irritato con lui).