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Nelle scorse settimane ho acquistato uno scooter elettrico, utile per i miei spostamenti brevi, inquino di meno, risparmio sul carburante, parcheggio comodamente. 

Dopo aver perfezionato la pratica di acquisto, al sabato mattina mi presento dal venditore con tutto in ordine: il casco, la copia del bonifico, il certificato dell’assicurazione e lo zainetto in cui mettere i documenti.

Il venditore mi istruisce sul funzionamento dello scooter e in cinque minuti sono pronto a partire per tornare a casa. Fin qui tutto bene, nel giro di pochi minuti prendo possesso del mezzo, come se lo avessi sempre guidato. Ero proprio soddisfatto.

Ma la soddisfazione è durata poco: dopo 3km., lungo la salita che mi porta verso casa, il motore si spegne e non ne vuole sapere di ripartire. Avvilimento e prime voci critiche dall’interno: “te l’avevo detto che dovevi prenderlo a benzina, quelli elettrici si guastano subito, e poi sono fabbricati in Cina, è detto tutto…” questo è il mio Diavolo dell’Adulto, che mi rimprovera e mi sfotte dandomi dell’ingenuo e per l’occasione mostra un beffardo pregiudizio anti-ecologico e anti-cinese.

Consulto il venditore per telefono, mi dice cosa fare e in pochi minuti riparto e arrivo a casa soddisfatto.
E ho messo a tacere il mio Diavolo dell’Adulto.

Cambia scena, stesso giorno nel pomeriggio e penso “cosa c’è di meglio adesso che scendere al mare con lo scooter nuovo?”, lo riconosco, è il mio Bambino Naturale che vuole giocare con il giocattolo appena comprato.

Allora mi preparo, metto maglietta, costume e sandali e cerco lo zaino: dunque, stamattina l’ho usato quando sono andato a ritirare lo scooter e ho messo dentro i documenti, libretto e assicurazione e la seconda chiave dello scooter, poi sono tornato a casa e l’ho appoggiato dove lo tengo di solito quando rientro, lì sullo scaffale nel ripostiglio. Però non c’è.

Comincio ad agitarmi, “forse l’ho appoggiato quando lo scooter si è fermato, o prima quando mi sono fermato a comprare il pane”.

Il mio Diavolo Genitoriale comincia a darmi ordini perentori “Adesso fai a ritroso tutto il percorso e vedi di ritrovarlo, altrimenti sono guai, vedrai che ti ruberanno lo scooter!”. E obbedisco, faccio tutto il percorso, ma niente zaino. Vado pure dai carabinieri e all’ufficio oggetti smarriti, niente anche lì. Torno a casa mogio, mi è passata anche la voglia di andare al mare.

Il mio Adulto prova a consolarmi “mi dispiace” mi dice “vedrai che sistemiamo tutto”, ma gli altri Sotto-sé non ci credono. Mi siedo sul divano, con lo sguardo un po’ perso mentre cerco di ricordare dove posso avere lasciato lo zaino. Forse per uscire dalla passività e tanto per fare qualcosa, vedo la mia giacca appoggiata sullo schienale della sedia, mi alzo dal divano e faccio per prenderla e metterla sull’appendiabiti e, incredulo, lo vedo: lo zaino era lì, dove lo avevo lasciato stamattina.

Pronti via, in meno di un secondo parte il “ma come è possibile che sia così stupido? ma dove hai la testa? Sei proprio inaffidabile”, mi insulto da solo e, visto il lieto fine, concludo in meno di un minuto. E il mio Adulto può confermare: “te l’avevo detto che avremmo risolto

Dunque, il mio Diavolo Genitoriale è quel mio Sotto-sé che svolge un’attività principale: individuare quelli che, a suo insindacabile giudizio, sono i miei errori e le mie mancanze per poi darmi addosso insultandomi e punendomi. Svolge anche un’attività secondaria: fare la stessa cosa con le persone che, a suo insindacabile giudizio, commettono errori o mancanze (quasi sempre simili ai miei).

E tu che mi stai leggendo, con quale frequenza e con quanta intensità, il tuo Diavolo Genitoriale dice “ma come è possibile che sia così stupido?” a te stesso e agli altri?

N.B. nell’articolo Ma cosa sono questi Sotto-sé trovi una breve descrizione dei Sotto-sé e delle loro funzioni.

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