Sabato durante un viaggio in macchina mi sono fermato per fare benzina in un’area di servizio in autostrada e, davanti alla pompa che ho scelto, è ferma una macchina con la portiera del conducente aperta. Penso che sia andato a pagare e sto ad aspettare.
Passa un minuto, ne passa un altro e comincia ad attivarsi il mio Diavolo Genitoriale che esclama “ma dove c***o è andato!”, il mio Adulto cerca di calmarlo dicendo “non c’è nessuna fretta, continuiamo ad ascoltare il podcast e aspettiamo che torni”.
Niente da fare, passa un altro minuto e il mio Diavolo prende il sopravvento, scendo dall’auto e vado verso la portiera aperta, guardo dentro, vedo una donna seduta dal lato passeggero e, secco, le chiedo se può spostare la macchina e lei risponde senza fare una piega “non so guidare, ma tra poco torna mio marito” e riprende a guardare il suo cellulare.
Maleducato!
Mentre ricomincia la discussione tra l’Adulto che vuole risalire in macchina e aspettare e il Diavolo che vorrebbe entrare alla cassa ad apostrofare “il maleducato” che si permette di bloccare il mio rifornimento, “il maleducato” esce con un paio di sacchetti in mano, li sistema nel baule e, senza degnarmi di uno sguardo, con calma riparte. Io risalgo in macchina e in due minuti mi avvicino al distributore, scendo, faccio benzina , pago e riparto. Rimugino per un paio di km. e poi penso ad altro.
Sbrigo i miei impegni e dopo qualche ora sono pronto a ripartire per tornare a casa. Vedo un distributore di benzina self-service, il prezzo è conveniente, fermo la macchina, scendo, pago, faccio il pieno, risalgo in macchina. Non c’è nessuno dietro di me e allora il mio Diavolo dell’Adulto mi suggerisce, prima di spostarmi, di dare un’occhiata al telefono. impostare il navigatore e scegliere la playlist da ascoltare durante il viaggio. Faccio tutto e, soddisfatto, alzo lo sguardo e vedo che dietro di me si è formata una coda di tre macchine che attendono pazienti.
In un attimo il mio Adulto mi dice che questa volta sono io “il maleducato” che si è fatto gli affari suoi. Faccio un cenno di scuse, accendo la macchina e mi sposto, lasciando spazio a chi deve far benzina.
E sorrido mentre realizzo che, nella stessa giornata, al pomeriggio ho fatto io quello che al mattino mi aveva tanto infastidito.
Due considerazioni per concludere
- spesso ci arrabbiamo con una persona per un comportamento che riteniamo, a vario titolo, negativo. Quando questo accade, prendiamo in considerazione la possibilità che quel comportamento che fa tanto arrabbiare un nostro Sotto-sé, appartenga anche a noi: ci può aiutare ad essere più consapevoli e più tolleranti verso noi stessi e verso gli altri
- il mio Adulto era sinceramente sorpreso dal fatto che nessuna delle persone che aspettavano dietro di me abbia dato segni di impazienza nei miei confronti e mi sono detto “ma allora si può aspettare!”.

