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Il mio amico Giorgio vuole sempre pagare il conto anche per me. Ogni volta che andiamo al bar io provo a farmi avanti e a dire “oggi pago io”. Niente da fare, finisce sempre che paga lui. E non posso fare altro che ringraziarlo e dire “la prossima volta tocca a me…”

I miei Sotto-sé diabolici ovviamente discutono su questo. Uno, più arrabbiato, dice “ma come si permette di trattarmi così, non sono mica un pezzente”, e un altro e più preoccupato “pensa piuttosto a che cosa vorrà in cambio” e un terzo sorride furbetto mormorando tra sé e sé “ e comunque anche oggi ho risparmiato!”. 

Nessuno dei tre Sotto-sé che ho citato parla con Giorgio, si fanno sentire solo dentro di me. 

L’unico legittimato a parlare con lui è il Falso Sé che educatamente dice “Grazie! Però la prossima volta pago io” ma sa che non è vero.

Una caratteristica dei Sotto-sé è quella di non esporsi quasi mai all’esterno, questo compito viene svolto dal Falso Sé che ha il ruolo di esprimere in modo accettabile quello che gli altri Sotto-sé (in questo caso il Diavolo Genitoriale, il Diavolo dell’Adulto e il Diavolo del Bambino) esprimerebbero in modo inaccettabile. Il Falso Sé in queste situazioni è arrendevole, si adegua rapidamente, ringrazia formalmente, in sintesi si comporta con educazione e mantiene nascosti i pensieri dei Diavoli.

Posso decidere di interrompere tutto questo quando sento che il mio Adulto è sufficientemente forte ed è pronto a rinunciare alla protezione garantita dai miei Diavoli con le loro proiezioni su Giorgio: a quel punto il caffè o il pranzo o la vacanza che mi offre sono semplicemente un regalo, e come tutti i regali può essere più o meno gradito. Giorgio comunque mi sta facendo un atto di generosità e io gli trasmetto la mia gratitudine.

E il giorno che Giorgio arriverà da me chiedendomi di offrirgli il caffè, potrò tranquillamente rispondere “sì” per il sentimento di amicizia che ci lega, non perché “con tutto quello che ha fatto per me, non gli posso dire di no”.