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Ci sono periodi in cui perdo l’equilibrio, la determinazione e la costanza nel mantenere un buon rapporto con me stesso e con il mondo.

Per esempio all’inizio di quest’anno e fino ai primi di agosto ho avuto un bel modo di occuparmi di me, con morbida disciplina. Ho continuato a fare gli esercizi della Forza Vitale per il risveglio e gli allenamenti di corsa, ho iniziato a scrivere un diario, mettendo qualche pensiero sulle mie mappe interiori e sui Dialoghi tra i miei Sotto-sé, ho condiviso un po’ di più con le persone che sento più vicine, ho addirittura cominciato a delineare cosa voglio fare nei prossimi anni e a muovere i primi passi in quella direzione. Poi, quasi senza accorgermene ho perso l’equilibrio e mi sono proiettato troppo su quelli che ho pensato fossero i bisogni degli altri.

Ho visto riapparire (infatti succede con una certa frequenza) un mio Sotto-sé grandioso che crede di potere tutto, che vuole fare bella figura con tutti, che desidera che tutti lo ammirino per le sue capacità e la sua disponibilità. Così mi dimentico di me, sacrificando gli aspetti che costituiscono la sostanza della mia cura. 

Quando il mio Adulto si rende conto di quello che sta accadendo, allarga le braccia ed esclama

“è successo di nuovo, mi sono distratto e ho perso l’equilibrio “. 

Come quando  vai in bicicletta e sei attento e concentrato, e poi vedi qualcosa (un panorama, un palazzo, un animale) che cattura la tua attenzione, non ti accorgi della buca e perdi l’equilibrio e sbandi o addirittura cadi. Al nostro Adulto non resta che curarsi le ammaccature, alzarsi, darsi una sistemata e riprendere a pedalare, riportando l’attenzione su quello che sta facendo.

Lo scrivo qui per ricordarmelo alla prossima occasione: posso dedicare del tempo e delle energie agli altri e contemporaneamente posso dedicare tempo ed energie alla cura di me.

E se succede che perdo di nuovo l’equilibrio so già come si fa a rialzarsi e a ripartire.