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Sono in piedi davanti alla finestra della mia stanza.
I piedi sono paralleli, distanti tra loro quanto la larghezza del bacino. Le ginocchia leggermente piegate.
Tra le mani tengo un piccolo asciugamano arrotolato.

Allungo le braccia davanti a me, con i gomiti morbidi, e porto le mani all’altezza del viso.
Sento il contatto dei piedi con il pavimento. Il peso del corpo che scende.
Ora inizio.

Torco l’asciugamano con entrambe le mani e mantengo la tensione mentre dico, scandendo bene le parole:

“Io posso aumentare la mia energia!”

Lo ripeto tre volte.

Poi, mantenendo la torsione dell’asciugamano, ribadisco:

“Io posso-oo-ooo-ooo!”

allungando la o finale di posso, non grido, alzo solo gradualmente il tono e il volume della mia voce.

Dopo qualche secondo lascio scendere le braccia.
Mollo l’asciugamano e lentamente piego il busto in avanti fino a toccare il pavimento con le mani.
Resto un momento in questa posizione.

Respiro.

Ascolto le sensazioni che emergono nel corpo.
Poi lentamente ritorno nella posizione eretta e mi chiedo:

“Come mi sento ora?”

Questo è “Caricare e contenere” ed è l’esercizio fondamentale sviluppato da Bennett Shapiro, creatore di Accedere alla tua Forza Vitale, per rinforzare la nostra parte Adulta. Quando dico “Io posso…”, non sto usando una formula magica. Non è un’affermazione che diventa vera semplicemente perché la pronuncio.

Quello che succede è qualcosa di più interessante.

Mentre torco l’asciugamano, mentre carico il corpo e la voce, la mia energia aumenta davvero. E nello stesso tempo inizio il processo per contenerla e integrarla. Ogni volta che faccio questo esercizio mi sento subito più potente. E proprio quando l’energia aumenta, emergono anche le parti di me che hanno paura di quella energia. Infatti subito dopo succede qualcosa.

Arriva qualche mio Sotto-sé che deve dire la sua.
Una voce interna dice: “Non ce la farai mai!” Oppure: “Non te lo permetterò!”
O ancora un pensiero: “Ma chi ti credi di essere? Sei solo ridicolo.”

Ed è qui che arriva l’apprendimento più interessante.
Invece di zittirli, li ascolto.
Li riconosco.

Letteralmente do loro voce ed energia.
Li faccio esprimere nello stesso modo con cui ho espresso il mio “Io posso!”
E, con mia sorpresa, non mi sento schiacciato dal fatto di aver permesso loro di parlare.
Al contrario. Mi sento più caldo. Più presente. Più tranquillo.

Ho imparato a riconoscere ognuna di queste voci come una parte di me.
Non sono più parti da eliminare o da emarginare.
Sono parti che posso ascoltare, comprendere e, poco alla volta, integrare.
Alcune cambiano, altre restano più critiche.
Ma non sono più contro di me.
Adesso giocano nella mia squadra.